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Per profondità di campo si intende la zona entro cui tutto risulterà sufficientemente a fuoco.
E' evidente che quando si desidera avere una zona di messa fuoco molto estesa ( una grande profondità di campo) occorrerà ricorrere ad alcuni accorgimenti
Trattando della "messa fuoco in pratica" sono state fornite due indicazioni:
- una formula di semplice applicazione : dv = [d + ( D - d ) : 6] ;
- l'avvertenza che la zona di tutto a fuoco cresce chiudendo il diaframma
Per chi desideri avere qualche conoscenza in più, occorre introdurre alcune precisazioni.
Tali precisazioni riguardano sia considerazioni di carattere generale indipendenti dal'appareccho usato, sia altre concernenti particolari difficoltà di applicazione, proprie delle fotocamere digitali
Difficoltà, ben inteso, non impossibilitàVediamole partitamente
Precisazioni di carattere generale
- Riprese da distanze NON ravvicinate
- la formula già fornita non può applicarsi a riprese da distanza ravvicinata ( inferiore al metro )
- la formula sopra riportata è approssimativa ( anche se normalmente idonea)
- la migliore estensione della profondità di campo si ottiene regolando la messa a fuoco su una distanza che deve essere calcolata con una formula più esatta; particolarmente quando l'elemento più vicino è a meno di due metri.
Vediamo ciascuno dei punti citati.
La formula più corretta per calcolare la migliore messa a fuoco per due elementi tra loro distanti, quando la ripresa non avviene da distanza ravvicinata è la seguente :
dv = 2 x d x D : ( d + D )
Ricordando che è :
dv = distanza di messa a fuoco; d = distanza della cosa più vicina che si vuole a fuoco ; D = distanza della cosa più lontana
Vedremo che, riprendendo i dati dell'esempio già fornito, con d = 1,5 m e D = 9 m
si ha che è dv = ( 2 x 1,5 x 9) : ( 1,5 + 9 ) = 2,57. Valore assai prossimo ai 2,75 m che si ottengono utilizzando la formula semplificata.
Ma vediamo altre situazioni
Se si considera una ripresa che voglia tutto a fuoco da 1,5 a 12 m si avrà:
con la prima formula
dv = [ 1,5 + (12 - 1,5) : 6] = 3,30 m
con la seconda formula:
dv = (2 x 1,5 x 12) : (1,5 + 12) = 36 : 13,5 = 2,66 m
Una distanza, come si può notare, abbastanza inferiore alla precedente.
La differenza tra i due sistemi di calcolo diventa sempre più sensibile al crescere della profondità di campo desiderata
Vediamo ora una terza situazione : immaginiamo che si voglia tutto a fuoco da 3 a 15 metri.
I risultati saranno : 5,60 m con la prima formula e 5 m con la seconda.
Una differenza ben tollerabile, e percentualmente meno rilevante della precedente
In conclusione, può affermarsi che l'errore che comporta l'uso della formula semplificata cresce al crescere della estensione della zona di nitidezza desiderata, ma si riduce via via che il punto più prossimo di messa a fuoco si allontana.
In breve, se il punto più vicino che si desidera a fuoco è a breve distanza, è più opportuno ricorrere alla seconda formula.
Come si nota, l'uso della formula semplificata non porta a differenze, di norma, rilevanti.
Anche quando i valori si discostano sensibilmente, non si incorre in rilevanti cadute di nitidezza. Ciò in quanto la zona di sufficiente nitidezza inizia prima del punto di messa a fuoco.
Per eesere più precisi, inizierà a circa due terzi della distanza di messa a fuoco nelle riprese relativamente ravvicinate e da un terzo di questa quando la distanza è alquanto maggiore. Pertanto, anche quando, come nel secondo esempio, la formula semplificata porta a fissare dv pari a 3,30 m l'nizio della zona di sufficiente nitidezza può stimarsi sui 2,10, contro i 2,66 m della formula corretta.
Per distanze di messa fuoco più grandi, ad esempio 9 m, coverrà stimare l'inizio della zona di discreta nitidezza sui 3 metri ( 9 : 3). Non si dementichi la grande importanza che la focale ed il diaframma hanno sulla effettiva estensione della profondità di campo. In proposito si rinvia ai punti cui tale aspetto è trattato.
- Riprese da distanze ravvicinate
Se la ripresa viene effettuata da distanza inferiore al metro occorre tenere presente che la profondità di campo si estendeà per metà prima del punto di messa afuoco e per metà oltre detto punto.
Per sapere se e cosa risulterà a fuoco, il punto di messa afuoco dovrà essserescelto conoscendo l'estensione della profondità di campo di cui si può disporre
La formula che ci fornisce laa profondità di campo per soggetti vicini è la seguente : [ 2fN ( g + 1 )] : ( g x g x 1000)
dove è:
g = rapporto di riproduzione = f : (p -f)
N = diaframma impostato
f = focale
N = diaframma impostato
Pc = profondità di campo
Si tenga ben presente che il valore fornito dalla formula, NON fornisce il punto di messa fuoco, ma, come già detto, la profondità di campo.
Il punto di messa afuoco dovrà quindi essere scelto essendo ben coscienti che la zona di sufficiente nitidezza si estende in eguale misura avanti e diero il punto scelto.
Vediamo ora qualche esempio: Ipotizziamo di usare una compatta digitale con zoom con focale che possa variare da 6 a 24 mm
Concludendo, è importante rilevare quanto influisca la scelta del diaframma: raddoppiando questo si raddoppia la profondità di campo. Anche un solo stop comporta una differenza del 42% : diaframmando a 8 si ha una profondità di campo maggiore del 42% rispetto ad un diaframma pari a 5,6.
- ripresa da 50 cm con focale di 24 mm con diaframma 8
Sarà g = 24 : (500 - 24) = 0,0504 (il soggetto verrà riprodotto sul sensore a dimensioni pari al 5%)
La profondità di campo sarà :
Pc = [ 2 x 24 x 8 x (1 + 0,0504)] : ( 0,0504 x 0,0504 x 1000) = 403,35 : 2,54 = 158,79 mm = 15,9 cm
Una profondità di campo ridottissima che si estenderà per circa 8 cm prima del punto di messa fuoco e per soli 8 cm oltre
Ben si comprende come diventi determinante l'estensione in profondità del soggetto.
- ripresa da 20 cm con stessa focale e stesso diaframma
g = 24 : ( 200 - 24) = 0,1364 da cui :
( 2 x 24 x 8 x 1,1364 ) : ( 0,1364 x 0,1364 x 1000 ) = 438,38 : 18,60 = 23,58 mm = 2,36 cm
- ripresa da 6 cm
g = 24 : ( 60 -24) = 0,666
Pc = ( 2 x 24 x 8 x 1,666 ) : ( 0,666 x 0,666 x 1000 ) = 639,74 : 443,56 = 1,44 mm
- Massimizzare la profondità di campo
Come si può rilevare da quanto sopra detto, la profondità di campo è anche diversa a seconda della focale utilizzata : sarà maggiore con le focali corte e minore con le focali più lunghe.
Considerato anche quanto sopra esposto possiamo dire che essa dipende da tre fattori : - distanza del punto più vicino che si desidera a fuoco: - diaframma - focale utilizzata Per ottenere la massimizzare la profondità oltre a chiudere il diaframma il più possibile (in rapporto alla luce disponibile) occorre regolare la messa a fuoco sulla distanza Iperfocale Così facendo la zona di nitidezza si estenderà da un punto collocato a metà della distanza iperfocale sino all'infinito. Ma come si calcola la distanza iperfocale ? Un calcolo approssimato, ma assai semplice è il seguente : I = (1000 x f) :Ndove :
I è la distanza iperfocale sulla quale verrà regolata al messa fuoco
f è la focale dell'obbiettivo
N è il diaframma impostato
Poiché le digitali hanno una focale molto corta disporranno di una grande profondità di campo.
Vediamo alcuni esempi: Focale = 6 mm ; diaframma = 8; Si ha I = (1000 x 6) : 8 = 750 mm = 75 cm L' immagine risulterà sufficientemente a fuoco per oggetti situati da 37, 5 cm (75 :2) a infinito. Impotizzando uno zoom 4x che arrivi sino a 32 mm di focale, avremo I = (1000 x 32) : 8 = 4000 mm = 4 m; La zona di tutto a fuoco si estenderà da 2 m a infinito;Come si vede la profondità di campo decresce proporzionalmente al crescere della focale.
Ma ciò non costituisce, da questo punto di vista, un fatto negativo in quanto la profondità di campo, iniziando da una distanza pari a circa la metà della distanza di messa a fuoco , inizierà da un punto sempre più prossimo per estendersi sino all'infinito.
Ne consegue che gli apparecchi reflex che dispongono di focali maggiori di quelle montate sulle "compatte" disporranno di una minore profondità di campo.
E' un fatto inevitabile dovuto alla necessità di coprire un sensore di maggiori dimensioni. Un fatto, peraltro, non necessariamnte negativo, come commentato in altra parte del corso.Ma la cosa non deve però essere dimenticata nemmeno dai possessori di compattine, che ormai dispongono di zoom che si spingono a 70 mm.
Un'ultima notazione per chi pensi di utilizzare sempra la distanza iperfocale o, comunque di estendere sempre la profondità di campo il più possibile:
- la distanza di messa a fuoco determina quali cose appariranno più nitide : siamo sicuri che siano le più rilevanti ?
- più si chiude il diaframma più aumenta il fenomeno di "diffrazione": fatto che comporta una perdita di nitidezza
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