Il presente corso nasce da quello tenuto, nei primi mesi del 2005, presso il Centro Multiculturale Risvolti e dall'attenzione ad alcuni argomenti emersa durante il corso tenuto nel 2010 presso la Sccuola Antonio Gramsci di Roma.
La presente versione si distingue dall'impostazione originaria per un più diretto riferimento alla fotografia digitale e per l'aggiunta di un corso di fotoritocco.
Ancorché non esista una sostanziale differenza tra i due mezzi di ripresa, è sembrato opportuno esporre gli argomenti con riferimento al digitale, rimarcando le differenze, là dove esistono, con la fotografia tradizionale. E' stata aggiunta, inoltre, una sezione appositamente dedicata al confronto tra fotografia digitale e su pellicola. Lo stesso corso di fotoritocco costituisce una importante sottolineatura dele nuove possibilità offerte dal digitale.Resta invece inalterata la scelta di fondo consistente nello svolgere gli argomenti in modo da risultare facilmente comprensibili per chiunque abbia interesse per l'argomento e, quindi, sia disposto ad impegnarsi quel tanto che è sempre necessario per l'apprendimento di cose nuove.
Tale orientamento è confortato dall'esperienza maturata nei corsi presso il centro Risvolti dove, tra i partecipanti, si annoveravano persone assolutamente digiune di qualsiasi nozione sulla fotografia e, in qualche caso, sprovviste di macchina fotografica. Ciò malgrado, non si è rinunciato a trattare la rilevanza espressiva di ciascun aspetto tecnico né ad illustrare, sia pure nei limiti della estensione del corso, gli aspetti più direttamente connessi alla composizione ed espressività della immagine fotografica. Per rendere accessibili gli argomenti anche a persone digiune della materia si è reso, tuttavia, opportuno evitare un eccessivo approfondimento di alcuni aspetti tecnici per non rendere troppo ardua la comprensione di elementi, ad esempio di ottica, che, di fatto, nulla incidono sulla sostanziale comprensione del processo fotografico. Gli aspetti tecnici di maggiore complessità vengono tuttavia trattati in apposite sezioni cui il testo rinvia con appositi collegamenti Tale scelta spiega il livello elementare di alcuni punti del corso e la forma estremamente semplice adottata nella illustrazione degli aspetti tecnici la cui conoscenza è apparsa imprescindibile.
Il lettore più esperto vorrà, quindi, scusare alcune imprecisioni che, come detto, non incidono sulla sostanziale correttezza delle nozioni fornite e, quindi, sulla possibilità di giungere ad una adeguata appropriazione degli elementi essenziali della fotografia.
La prima più evidente "approssimazione", cui si è dovuto ricorrere, è costituita dalla figura che rappresenta l'obbiettivo come costituito da una singola lente al fine di far corrispondere la distanza focale alla distanza tra obbiettivo e piano pellicola. Analogamente, la nota tecnica concernente i sensori si avvale di qualche semplificazione.
Un maggiore approfondimento di questi argomenti nel testo avrebbe creato un eccessivo carico di nozioni tecniche con conseguente maggiore difficoltà di comprensione senza, peraltro, alcun vantaggio in termini di "capacità di ripresa" e di comprensione del processo fotografico.
Come detto, non si è tuttavia rinunciato a maggiori approfondimenti, ove ritenuti necessari, ma li si è collocati in apposite note tecniche che lasciano al lettore la facoltà di addentrarvisi o meno. Per tale motivo un esame di maggior dettaglio sulle particolarità della fotografia digitale è stato collocato in una apposita sezione.
Tale impostazione consente un facile accesso agli elementi tecnici essenziali per una corretta esecuzione della ripresa, ma, al tempo stesso, permette di far comprendere la complessità del processo fotografico che inizia dalla scelta della pellicola e si estende al suo sviluppo ed alla stampa.
L'avvento del digitale, in certo qual modo, ha anticipato l' inizio di detto processo facendolo coincidere con la scelta della fotocamera, poiché, da quel momento, la possibilità di una fedele registrazione delle immagini non potrà più essere modificata.Malgrado la brevità del corso, una particolare attenzione è stata rivolta agli aspetti compositivi ed agli elementi su cui si fonda una fotografia. Ciò nella convinzione che qualsiasi foto deve risultare “leggibile” al suo destinatario, sia esso un committente o lo stesso autore. Non di rado, infatti, il dilettante si ritrova in mano immagini in cui non riesce a ritrovare le sensazioni che lo hanno portato a fare la ripresa e finisce per chiedersi perché mai ha scattato quella foto. Non va dimenticato, inoltre, che, anche per la più banale fotografia, del proprio figlio o nipotino, come di altro qualsiasi soggetto, non v’è ragione di non renderla più gradevole mediante una adeguata composizione.
Credo che la lettura di questo corso possa riuscire interessante anche per chi abbia già una buona conoscenza degli aspetti tecnici, offrendo una occasione di riflettere sull'importanza della composizione e su alcuni elementi che contribuiscono a definirla. Particolare interesse, da questo punto di vista, può risultare, per l'appunto, la lettura delle pagine dedicate alla composizione dell'immagine ed alle sue componenti. In appendice al corso vengono proposte circa 200 immagini, sia ad illustrazione di quanto si è trattato, sia come esercizio di lettura delle immagini fotografiche.
Non va infine dimenticato lo spazio di approfondimento dedicato al confronto tra fotografia digitale e tradizionale. Malgrado la attuale ampia diffusione del digitale, è ancora poco diffusa, tra la massa dei fotoamatori, una corretta percezione degli effettivi vantaggi e delle limitazioni che caratterizzano il mezzo digitale.
Un aspetto che nell'attuale versione si è cercato di trattare, sia pure in sintesi, è quello che, in effetti, costituisce la questione di fondo: che cosa è una fotografia ?
Senza la pretesa di fornire una risposta certa il quesito viene affrontato partendo dal problematico rapporto tra pittura e fotografia, rapporto che, come risulta dai cenni storici, fu immediatamente assai vivo.
Il cosa sia una fotografia è l’unica vera questione alla quale ciascuno di noi, che fotografi o no, è chiamato a rispondere.
Un quesito che, in modo assai riduttivo, si può ridurre al seguente: è documentazione dell’esistente?
Una risposta affermativa porterebbe ad escludere ogni foto pubblicitaria ed impone di scegliere sino a che punto è lecito manipolare le immagini. Ogni momento del processo fotografico si trova, in realtà, a fare i conti con questa domanda: dalla scelta della pellicola alla fase di ripresa per giungere sino allo sviluppo ed alla stampa. Scelta della focale, uso di filtri ecc., tutto dipende dal nostro concetto di fotografia: una concezione assolutamente personale. Anche perché personale è persino il concetto di documentazione veritiera.
La possibilità di modificare le immagini digitali rafforza l'importanza di tale questione, espressamente ripresa ed argomentata nel corso di fotoritocco.Personalmente, credo che l'unica certa affermazione sia la seguente: il processo fotografico può avere finalità molto diverse; comprende la pubblicità come la creazione di immagini “immaginifiche” od irreali ( come avviene in pittura), ma può anche rivolgersi alla pura documentazione.
Per quest' ultima, darsi dei limiti nella “manipolazione” appare essenziale sul piano “deontologico”. Negli altri generi la questione non ritengo possa prescindere dalle motivazioni della ripresa.
Credo che solo un genere risponda, necessariamente, a criteri di assoluta fedeltà oggettiva : la fotografia scientifica.
Per quanti sono interessati alla fotografia come forma di comunicazione, questo "corso" può essere occasione di riflessione, se vorranno leggerlo alla luce degli interrogativi posti in questa introduzione e criticamente valutare quanto vi è riportato in tema di composizione, costruzione delle immagini e manipolazione delle stesse.